Chi siamo

Associazione Rat da Bosch

Un piccolo gruppo di amici che hanno ognuno una testa e due mani, e fa tutto cio’ che queste 3 cose assieme permettono.

Ripariamo legno e ferro, affiliamo oggetti, costruiamo mobili, torniamo legno, saldiamo metalli e altro – non perche’ siamo artisti ma perche’ non ci piace che le cose del passato vengano semplicemente buttate via e le tradizioni perdute e dimenticate.

Tentando di tener vive le vecchie tradizioni e conoscenze, cerchiamo di dar nuova vita a tutti gli oggetti che trovate in cantina, al mercato delle pulci, nel negozio dell’usato o al mercatino dell’antiquariato.
Inoltre, produciamo oggetti in legno artigianali, limitando al massimo l’uso di sostanze chimiche tossiche, privilegiando l’autoproduzione.

 

Servizi:

– restauro mobili e oggetti in legno

consolidiamo, ripariamo parti mancanti, lucidiamo, togliamo macchie, insomma riportiamo il vostro mobile a nuova vita con la sua luce di sempre

– restauro oggetti in ferro e altri metalli

rimozione della ruggine, reintegro parti mancanti o rotte, protezione con oli o vernici

– affilatura di coltelli, forbici, scalpelli, attrezzi come asce, falcetti, cesoie, ecc.

usando mole a secco, ad acqua, pietre ad olio o ad acqua e anche cuneo e martello per le falci da fieno =)

– progettazione e costruzione mobili su richiesta

non utilizziamo vernici con solventi sintetico (nitrocellulosa, ad esempio), bensi’ finiamo i nostri mobili a gommalacca oppure ad olio di lino cotto (metodo con cui son stati fatti i mobili per 3-4 secoli fino all’800, ben testato dal tempo), la cera la facciamo noi comprando i pani vergini da un apicoltore in zona. e cosi’ via.

– produzione oggetti in ferro su richiesta

utilizzando parti semplici in vendita, possiamo saldare ed assemblare tavoli, angoliere, cavalletti, qualsiasi oggetto in ferro che progettiamo insieme in base alle vostre esigenze

– produzione di sapone vegetale di solo olio d’oliva

per tutte le informazioni, vedete la pagina dedicata “sapone

 

Contatti

Ci potete seguire anche su facebook: Rat da Bosch

Ci potete scrivere una email, un messaggio qui sul blog o su fb.

Ci trovate, infine, in Monferrato, in una frazione di Camino (AL) – scriveteci per sapere esattamente come raggiungerci!

 

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4 risposte a Chi siamo

  1. Christine ha detto:

    Ciao! Io ho seguito i vostri consigli per farmi da me lo sverniciatore. Ho studiato la faccenda anche su altri siti, stranieri, e ho visto che il principio della soda era sempre lo stesso per tutti, anche se sui siti francesi, ad esempio, è consigliata la colla per tappezzieri al posto della frumina. Poiché i Francesi davano per buono l’uso di tale verniciatore per ferro e legno, io li ho usati su entrambi. Risultati. Legno: la prima mano di vernice si è letteralmente sciolta facendo pappa con lo verniciatore. La seconda ha resistito. Alla fine l’amico che lavorava con me ha stabilito che si faceva prima a scartavetrare che non ha togliere tutta la pappina che poi non permetteva la scartavetrata finale perché lasciava la superficie bagnaticcia. Sulla seconda parte della portafinestra, lo verniciatore è stato applicato su una superficie minima. Il fatto, però, è che laddove è stato usato lo svarniciatore, il legno è divenuto nero. Lavata la finestra, dopo qualche giorno è stata data la cementite. Lavoro praticamente perfetto, a parte la cementite diluita male. Poi (per fortuna) è piovuto e quindi abbiamo rientrato le due ante: il giorno dopo, laddove era stato dato lo sverniciatore (fatto comprovato dall’anta quasi interamente scartavetrata), il legno aveva lasciato stillare una sostanza nerastra, collosa, e a tutt’oggi ancora non smette (sono passati più di dieci giorni!!!), per cui ho dovuto riscartavetrare tutta la cementite per permettergli di respirare e spurgare tutto quello che deve spurgare. Ho lavato (immagino tardivamente) con acqua e aceto ma l’affiorare di questo liquido continua e non si sa quando finirà, e non oso mettere la cementite né tantomeno lo smalto perché temo che poi devo ricominciare tutto e alla fine questa finestra mi costerà più di una nuova. Perché accade ciò? E come si fa ad evitare che venga fuori questo fluido? E quanto diavolo rimane attiva questa soda?
    Ferro: all’inizio, nulla. Presa da stanchezza, ho lasciato lo sverniciatore in loco tutta la notte, dicendomi che l’avrei tolto dopo. Il giorno dopo, la patina di vernice era meravigliosamente saltata, ma i residui di sverniciatore erano così incrostati che è stato necessario passare dappertutto il platorello. Quindi, doppio del tempo e della fatica.
    Magari quest’ esperienza potrà essere utile a voi e ad altri/e, e magari riesco a capire come posso terminare questo lavoro disastroso.
    Grazie,
    Christine.

    • marcoutsy ha detto:

      ciao christine,
      non mi e’ mai capitato di avere una sostanza nera che fuoriesce dal legno 0_0 pero’ ci sono dei tempi per lasciare agire la soda che poi, in ogni caso, va sempre lavata via con abbondante acqua. mettendoci sopra la cementite hai sicuramente complicato le cose, perche’ la cementite e’ cosa dura durissima da rimuovere per bene e non so come reagisca con la soda. ti direi: lava tutto abbondantemente, fai asciugare e poi affidati a uno sverniciatore professionale che trovi nei negozi. dopo lava ancora e, quando asciutto, carteggia per bene. di tutto questo pasticcio non deve restare traccia, altrimenti qualsiasi cosa darai sopra verra’ rovinata. riporta la finestra a legno e poi verniciala.
      spero tu risolva e salvi la finestra!

      • Christine ha detto:

        Ti ringrazio, ma è proprio come ha scritto anche uno dei vostri lettori: il legno è diventato nero per la soda, e il falegname mi ha confermato che è una questione di tannino come diceva il padre del lettore. La finestra l’avevo riportata a legno, poi era stata due giorni in stand by con le macchie nere, e poi le era stata data la cementite. Ma, dopo la cementite, ha “buttato” il liquido nero. Era impressionantemente come un corpo vivo, e ancora continua. Il falegname ha detto di riportare di nuovo tutto a legno e di fare asciugare bene. Poi di usare un impregnante e poi la cementite. La storia dell’impregnante non l’ho capita molto, lui dice per uniformare il colore, ma, visto che gli devo dare la cementite e poi lo smalto, non capisco cosa devo uniformare. La mia paura è che la soda continui ad agire per tempi che non so calcolare e che, quando la portafinestra sarà verniciata, il legno rifiorisca rovinando tutto il lavoro di giorni e giorni. Ti ringrazio per la tua risposta, io avevo voluto scrivere la mia esperienza solo per segnalarti che lo sverniciatore fai da te (che mi era parso una soluzione meravigliosa per abattere i costi di quelli professionali) può fare danni inaspettati. La cosa strana è che su tutti i siti in cui è spiegato come farlo non ho trovato nulla che avvertisse di questi effetti collaterali.
        Grazie,
        Christine.

  2. maurizio ha detto:

    Salve a tutti.
    attenzione, la soda caustica proprio non deve essere applicata sul legno.
    Ormai le esperienze su questa procedura sono abbondantemente collaudate..
    Le fibre del legno assorbono la soda e per quanto si tenti di lavare non si riesce mai a eliminarla completamente.
    Risultato ?
    La soda caustica è fortemente igroscopica e le percentuali pur minime che hanno impregnato la materia assorbono l’umidità presente nell’aria e . . . . continuano a lavorare corrodendo le fibre stesse.
    Un processo irreversibile.da non innescare.
    Saluti.
    maurizio

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